Aneurisma scambiato per stress, muore 14enne a Roma

Lo stress è la risposta psicofisica ad una quantità di compiti emotivi, cognitivi o sociali percepiti dalla persona come eccessivi. Il termine fu impiegato per la prima volta nel 1936 da Hans Selye che lo definì come “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”.

In medicina, lo stress è una sindrome generale di adattamento (SGA) attua a ristabilire un nuovo equilibrio interno (omeostasi) in seguito a fattori di stress (stressors).

La sindrome può essere fisiologica, ma può avere anche dei risvolti patologici, anche cronici, che ricadono nel campo della psicosomatica. In generale si suole distinguere tra eustress e distress ovvero rispettivamente stress “buono” e stress “cattivo”.

Alcune persone riescono ad affrontare lo stress più efficacemente di altri, quindi è molto importante conoscere i propri limiti per evitare gli effetti sulla salute più gravi e pericolosi.

Molte persone avvertono invece i sintomi in maniera molto forte: sintomi digestivi, mal di testa, insonnia, umore depresso, abbassamento delle difese immunitarie.

Sintomi che presentava anche una 14 enne di Roma, e che i medici hanno sottovalutato. Purtroppo però, per la sfortunata ragazzina, non si trattava di sindrome da stress ma addirittura di aneurisma, che le è stato fatale.

Questo nuovo presunto caso di malasanità, sul quale la procura ha aperto un fascicolo di indagine contro ignoti, è accaduto a Roma a una studentessa.

Aneurisma scambiato per stress muore 14enne a Roma

Aneurisma scambiato per stress muore 14enne a Roma

La 14enne si è sentita male intorno alle 8 e 30 di mattina, poco dopo essere entrata a scuola, ovvero il liceo classico Orazio. Secondo quanto riporta l’avvocato della famiglia, Giuseppe Rombolà, al Messaggero, la ragazza è stata subito trasportata in codice giallo all’ospedale Pertini, dove i medici l’hanno tenuta in osservazione per circa due ore. “Solo dopo insistenze fanno una tac dalla quale emerge l’aneurisma”, afferma l’avvocato.

Quello che era stato diagnosticato come “banale” stress era quindi una patologia molto più grave.

Solo ore dopo si è quindi deciso il trasferimento in ambulanza al Bambin Gesù dove la ragazza è arrivata in condizioni disperate e quindi sottoposta a un intervento chirurgico dopo il quale è morta.

Ora sarà la Procura a dover fare chiarezza sull’episodio e cercare di capire se, con una diagnosi più tempestiva, la 14enne potesse essere salvata.

Ricordiamo che con il termine di aneurisma cerebrale si indica una dilatazione patologica, simile a una sacca, di un vaso arterioso presente nel cervello. La presenza di questa piccola protuberanza è assai pericolosa, perché potrebbe rompersi e causare un’emorragia cerebrale, dagli esiti drammatici per il paziente.

La rottura dell’aneurisma porta a perdita di sangue nel cervello e, successivamente, a ictus di tipo emorragico. L’ictus emorragico è una condizione patologica drammatica, che richiede il soccorso immediato del paziente.

Il sintomo più caratteristico di un aneurisma cerebrale, che si rompe, è la cefalea, o mal di testa. Si tratta di un dolore che non passa certo inosservato, in quanto è contraddistinto da insorgenza improvvisa e notevole severità. Spesso, viene definito dall’individuo colpito come il mal di testa più forte mai patito in vita.

La diagnosi dev’essere rapida e precisa, in quanto le cure da prestare al paziente devono essere immediate. Infatti, la chirurgia e i trattamenti farmacologici, se applicati con tempestività, possono salvare la vita del paziente.

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