Melanoma oculare, donna operata da incinta ha dato alla luce Nicolas

Portare avanti una gravidanza è una delle esperienze più belle della vita, ma può nascondere delle insidie, anche quando si è in perfette condizioni fisiche, figuriamoci quando si è costretti a combattere già contro un nemico potente come un tumore o un melanoma.

Ogni anno, in Italia, sono tra 500 e 600 le donne a cui viene diagnosticato un tumore mentre sono incinte, che equivale grosso modo a una donna in attesa di un figlio su mille. Fino a qualche anno fa, nella maggior parte dei casi, diciamo il 70%, si optava per l’interruzione di gravidanza o si posticipava la chemioterapia a dopo il parto. Si riteneva, infatti, che la gravidanza peggiorasse la prognosi per l’impossibilità di trattare in maniera adeguata la malattia senza nuocere al feto.

Per fortuna, oggi, anche grazie ai progressi della scienza, avere un figlio dopo o durante le cure oncologiche è possibile ed è un diritto di tutte quelle donne che devono affrontare una diagnosi di neoplasia e i trattamenti che ne conseguono.

In linea generale, infatti, chirurgia e chemioterapia sono possibili anche in gravidanza, mentre sono controindicate radioterapia e terapia ormonale. Certo, però, è necessario che la donna venga assistita da un’équipe multidisciplinare in centri specializzati con un’elevata competenza in materia. Un ‘know-how’ che purtroppo è ancora poco diffuso.

Tra le tante donne ammalate che hanno scelto di dare alla luce un figlio c’è anche una donna di 28 anni, a cui era stata diagnosticata una malattia rarissima, un melanoma oculare, scoperto quasi nello stesso momento in cui aveva saputo di essere incinta.

Anna aveva capito che qualcosa non andava quando la sua vista aveva cominciato ad annebbiarsi. Si erano rivolti anche  al professor Leonidas Zografos, responsabile della clinica oftalmologica di Losanna, luminare svizzero e oncologo oculare di fama internazionale.

Inizialmente si era pensato ad una sospetta neurite ottica – ricorda il dottor Arturi – per questa ragione la paziente era stata inviata anche al Collegio della clinica neurologica 2 dell’ospedale Molinette dove è arrivata la diagnosi di fondato sospetto di melanoma oculare grazie ad una risonanza magnetica nucleare dell’orbita di cui si è occupata la dottoressa Maria Claudia Vigliani”.

Il tumore aveva raggiunto dimensioni troppo grandi e lo stato di gravidanza non poteva far utilizzare come terapia di appoggio la chemioterapia, non potendo garantire, peraltro, la possibilità di preservare funzione visiva e volume dell’occhio affetto, con rischio aggiuntivo di aumento delle possibili metastasi a distanza.

Una malattia molto rara che tra le donne in gravidanza ha un’incidenza dello 0,4 per cento. Il rischio era perdere il bambino: a salvare donna e neonato è stato un intervento, portato a termine il 5 ottobre, che ha visto la collaborazione dell’ospedale Oftalmico e della Città della Salute e della Scienza, di enucleazione dell’occhio, con rimozione completa del bulbo oculare e successivo inserimento di una endoprotesi.

La paziente è stata quindi operata con successo e per lei, giovedì sera, è arrivato un altro regalo, il più bello, giusto in tempo per Natale: alle 20,47 è nato Nicolas, il suo bambino, 3.640 grammi di salute.

La gravidanza è stata portata a termine naturale e la mamma oggi può allattarlo e prendersi cura di lui.

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