Oncologia, ricercatrice campana premiata in Canada per la sperimentazione contro il mesotelioma

Solo pochi giorni fa abbiamo raccontato, scorrendo i dati dell’Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, che in Italia si muore meno per tumori e malattie croniche ma solo dove la prevenzione funziona, ovvero principalmente nelle regioni settentrionali. Al Sud, invece, la situazione è opposta: il tasso di mortalità per queste malattie è infatti maggiore di una percentuale che va dal 5 al 28% e la Campania è la regione con i dati peggiori.

Questo però non deve far pensare che tutte le strutture siano arretrate o che medici e specialisti siano meno preparati, anzi: proprio nel sud Italia continuano a formarsi eccellenze in campo medico che vengono riconosciute in ambito internazionale.

Tra queste spicca senza dubbio Marilina Piccirillo che il 27 aprile, in Canada, verrà premiata per il suo lavoro di giovane ricercatrice dell’Irccs partenopeo. Di Gragnano, ha studiato al liceo Severi di Castellammare prima di iscriversi a medicina e ora per lei arriva il primo importante traguardo della carriera per gli studi sul tumore.

Marilina Piccirillo oggi è una giovane oncologa dell’Istituto dei tumori di Napoli: nello specifico riceverà a Toronto il premio 2018 del Cancer Trials Group Canadese, prestigiosa istituzione da anni in prima linea nella sperimentazione clinica di nuovi trattamenti anticancro.

La giovane ricercatrice, insieme al team della Unità Sperimentazioni Cliniche dell’Istituto Pascale, diretta da Francesco Perrone, è la coordinatrice, a livello internazionale, di uno studio all’avanguardia per il trattamento del mesotelioma pleurico con uno dei più promettenti farmaci immunoterapici oggi disponibili, il pembrolizumab. Uno studio condotto insieme con i ricercatori di vari Istituti oncologici italiani ma anche canadesi e, a breve, ricercatori inglesi.

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Il mesotelio è una membrana fibrosa che riveste vari organi e strutture tra cui i polmoni e la parte interna della gabbia toracica (pleura), il cuore (pericardio), l’intestino (peritoneo) e i testicoli (tunica vaginale). Il suo compito è permettere la formazione e il riassorbimento di liquidi organici (che diventano “versamenti” quando superino una certa quantità).

Le neoplasie del mesotelio si distinguono in due forme: benigne (tumori rari, localizzati, a lenta crescita, che in genere guariscono con la chirurgia) e maligne (mesoteliomi), la cui incidenza è aumentata negli ultimi trent’anni. Fra queste, quella pleurica è la più diffusa e costituisce all’incirca l’ottanta per cento di tutti i mesoteliomi.

Pur essendo patologie rare, sono particolarmente insidiose, perché di rado danno luogo a segni o sintomi precoci. Molto più spesso la malattia si manifesta quando ha raggiunto uno stadio avanzato, refrattario a qualunque forma di terapia.

«Il mesotelioma – spiega Piccirillo – è un tumore piuttosto raro, ma con grande rilevanza sociale poiché causato dalla esposizione all’amianto. Siamo riusciti a costruire un network dei centri di oncologia Italiani localizzati nelle aree più a rischio per questo tumore. Contiamo di giungere ai primi risultati e, quindi, alla conclusione della ricerca, nel giro dei prossimi due anni. La nostra speranza ovviamente è che l’immunoterapia dia i risultati auspicati e possa diventare un’arma in più contro una malattia che è ancora oggi molto difficile da trattare con successo».

Ricordiamo che la fondazione G. Pascale, nata nel 1933 come istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) non è nuova nel campo delle eccellenze: non molto tempo fa, al venticinquesimo Congresso del Collegio di Odontoiatria, a Roma, è stato premiato il lavoro dell’equipe di Franco Ionna, per il ‘Pattern di crescita di un osteoma solitario della mandibola: caso clinico’.

«È un piacere essere riconosciuti su quelli che sono i nostri driver istituzionali – ha chiosato  il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – quelli della ricerca e della clinica, e che da questi risultati traiamo la forza e la convinzione per obiettivi sempre più alti».

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