Parigi, violoncello italiano da oltre un milione di euro rubato

Rubato a Parigi un violoncello italiano del valore di oltre 1 milione di euro, lo strumento apparteneva al famoso concertista Ophélie Gaillard ed era un raro pezzo del settecento.

“Il violoncello della concertista di fama internazionale Ophélie Gaillard, è stato rubato venerdì dopo essere stata aggredita, coltello alla gola, in banlieue di Parigi. Il furto è avvenuto proprio sotto la sua abitazione, mentre la musicista faceva rientro al suo domicilio di Seine-Saint-Denis, a Pantin, a nord della capitale.

Fin qui tutto sommato non ci sarebbe niente di particolarmente strano: in realtà nella custodia” – spiega Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,  – “era presente una vera e propria opera d’arte. Il violoncello, costruito nel 1737, era stato concesso in prestito alla Gaillard, rivelazione solista della più importante rassegna musicale di Francia, le Victoires de la Musique, nel 2003, dalla banca CIC. Lo strumento del Settecento varrebbe oltre un milione e 300 mila euro.

Lo strumento rappresenta un raro esemplare del liutaio italiano Francesco Goffriller, uno dei più importanti protagonisti della scuola veneziana di liuteria, nato nel 1691 e figlio dell’ancor più celebre liutaio Matteo. I violini e i violoncelli di Goffriller non raggiungono la perfezione stilistica di quelli del padre, ma pur si caratterizzano fortemente. I materiali adoperati non sono sempre di elevata qualità, probabilmente per la difficoltà di reperire legni scelti e per la mancanza di concorrenza sul mercato udinese.

Gli strumenti dell’ultimo periodo sono generalmente considerati i migliori e hanno raggiunto quotazioni di vendita intorno al milione di dollari. Nel corso dei secoli i violini hanno rappresentato una vera e propria arte in tutta la penisola italiana. Il violoncello rubato alla concertista rappresenta uno degli esemplari al mondo delle creazioni del liutaio italiano, che con le sue mani ha creato notevoli violini. Il ladro, è probabilmente ignaro del valore dello strumento”.

Fonte: Sportello dei Diritti

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