James Comey, il Capo FBI sotto accusa per le email di Hillary

Il Capo dell’Ufficio Federale Investigativo americano (FBI) James Comey finisce sotto accusa per aver riaperto il “caso email” di Hillary Clinton.

Ormai mancano otto giorni all’Election Day. Francamente non crediamo che in otto giorni ci possa essere un nuovo ribaltone sui consensi elettorali, tale comunque da ridare la maggioranza al candidato repubblicano Donald Trump.

Tuttavia il Capo del FBI James Comey ha deciso di rendere pubbliche, ma non si sa quando, ulteriori mail riguardanti la Clinton contro il parere del Ministero di Giustizia, dal quale Comey, sia pur con una certa autonomia, dipende.

Scrive il New York Times che dal dipartimento di Giustizia, di norma si preferisce non prendere decisioni che “potrebbero influenzare l’esito delle elezioni”, e Comey avrebbe violato dunque le regole interne, agendo “indipendentemente” e contro le indicazioni del Ministero stesso.

Il problema è che in America l’ufficio FBI è probabilmente più potente del Ministero. E Comey sa che comunque se va al potere la Clinton, si gioca il posto.

Tanto valeva quindi cercare di favorire Trump, il quale, anche se ha meno possibilità di diventare Presidente, probabilmente lo confermerebbe alla testa del FBI.

Comey, non convincendo affatto, ha dichiarato: “Non informiamo normalmente il Congresso sulle indagini incorso, ma in questo caso pensavo che, se non lo avessimo fatto, sarebbe stato fuorviante per il popolo americano”. Ma nemmeno molti repubblicani sembrano d’accordo su questa linea.

Eleonora Gitto

Giornalista pubblicista, collabora al portale fornendo agli utenti e lettori, una panoramica delle notizie legate al mondo della politica italiana ed internazionale. Cura anche la sezione dedicata all'attualità, notizie quotidianamente aggiornate sui principali avvenimenti mondiali e nazionali.

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