Augusto Minzolini si dimette dal Senato, o almeno ci prova

Augusto Minzolini si dimette dal Senato, o almeno ci prova.

Lo scorso 16 marzo l’aula di Palazzo Madama aveva respinto la decadenza del senatore Minzolini, condannato in via definitiva per peculato a due ani e mezzo di carcere.

Il senatore aveva fatto sapere però che, indipendentemente dalla decisione dell’aula, lui si sarebbe dimesso.

E, infatti, ha presentato la lettera di dimissioni; tuttavia, Minzolini sa benissimo che le sue dimissioni potrebbero non essere accettate dall’Aula, e quindi potrebbe restare a fare il senatore in teoria fino alla fine della legislatura.

Forse, per evitare probabili e mortificanti reintegri al proprio posto, il senatore avrebbe fatto meglio a scrivere nella sua lettera di dimissioni che comunque considerava cessata la sua attività di senatore, non partecipando più ad alcuna attività di questo ramo del Parlamento.

Fra l’altro, non si capisce ancora come nel 2017 nessuno si sia reso conto che sottoporre l’atto di dimissioni, scelta libera, personale e insindacabile, all’approvazione di un organismo, è certamente incostituzionale.

Nello stesso modo in cui è libera, personale e insindacabile la scelta di candidarsi alle elezioni, il suo contrario deve avere medesima dignità. Stranezze dei nostri legislatori.

Eleonora Gitto

Giornalista pubblicista, collabora al portale fornendo agli utenti e lettori, una panoramica delle notizie legate al mondo della politica italiana ed internazionale. Cura anche la sezione dedicata all'attualità, notizie quotidianamente aggiornate sui principali avvenimenti mondiali e nazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *