Licenziamenti Atac, a L’Arena in onda la vergogna italiana
Politica italiana

Licenziamenti Atac, a L’Arena in onda la vergogna italiana

Licenziamenti Atac: a L’Arena di Massimo Giletti va in onda una vergogna tutta italiana.

Pronti a esserne licenziati 33 e sono a rischio di ritornare a casa altri 150 dipendenti Atac.

A questo vaso di Pandora fatto di clientelismo e malaffare, qualcuno doveva pur dare la stura. Lo fa, anche se con molto ritardo, la Sezione ottava del Tribunale penale di Roma.

Si parla di “Parentopoli”, di assunzioni “non solo illegittime ma anche illecite”, di politica assente, sindacati complici. E qualcuno dice anche, a ragione, che si scopre la proverbiale acqua calda.

Così il buon Giletti, sempre pronto a cavalcare la tigre dello scandalo di turno, invita l’Assessore alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo, la immancabile Santanché, rappresentanti del Pd e sindacalisti a discutere dei licenziamenti Atac.

Non manca l’intervista a uno/una dipendente che fa parte della lista dei 33 proscritti Atac, con tanto di asciugamano in testa che, con una semplicità disarmante afferma, detto in soldoni: di cosa vi meravigliate, così fan tutti.

Perché il Tribunale si sveglia ora? E’ dal 1990 che non si fanno concorsi all’Atac, le assunzioni sono state fatte per chiamata diretta da allora. E poi conclude, secondo una logica malata ma che non fa una grinza: se licenziano noi, devono licenziare tutti.

E mentre Giletti, con l’aria di chi ha una soluzione per tutto e di chi sa tutto, anche sui licenziamenti Atac, modera un dibattito “immoderabile”.

La Santanché attacca il Pd, il Pd dice all’assessore 5 Stelle: sono contento del rigore che dimostrate in questo caso, ma mi auguro che usiate lo stesso metro per l’assunzione del fratello di Marra al Comune di Roma fatta dal sindaco penta stellato Raggi.

I sindacati urlano che contro i politici. I politici accusano i sindacati di non aver saputo fare il loro mestiere. Insomma, un siparietto indegno che qualcuno vorrebbe far passare per “informazione”.

Ma a questo qualcuno bisognerebbe spiegare che la “spettacolarizzazione” delle notizie fa diventare “ordinaria amministrazione” ciò che non solo straordinario ma anche illecito.

E così anche grazie a Giletti, D’Urso e la Maria De Filippi di turno, la vergogna non si nasconde ma va in Tv e fa audience. Ma tant’è! Così fan tutti, con buona pace della legalità e, soprattutto, della dignità.

Eleonora Gitto
Giornalista pubblicista, collabora al portale fornendo agli utenti e lettori, una panoramica delle notizie legate al mondo della politica italiana ed internazionale. Cura anche la sezione dedicata all'attualità, notizie quotidianamente aggiornate sui principali avvenimenti mondiali e nazionali.

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