Raggi si offende: il suo discorso sull’Europa non è andato in TV

Il sindaco di Roma, Virginia Raggi si offende perché il suo discorso sull’Europa non è andato in Tv.

Giganti e nani, nobili e parvenu, questa è la democrazia: tutti insieme a festeggiare la ricorrenza dei 70 anni dell’Europa unita.

Virginia è intervenuta e con molta modestia e ha detto: “Noi sindaci siamo definiti primi cittadini…i cittadini devono essere messi al centro del potere decisionale attraverso strumenti di democrazie diretta”.

Populismo puro, alla Le Pen, tanto per intenderci, o alla Farage. O alla Grillo. E’ la stessa cosa: potere al popolo, saltiamo i passaggi intermedi, ché non servono.

Queste cose si sono già sentite nel corso del secolo scorso, e non da ambienti propriamente democratici. La medesima logica del fidatevi di me, il resto non conta.

Ma è anche possibile che le lamentele pentastellate abbiano un fondamento, tra l’altro. Che i media, i giornali, le televisioni si siano risentiti quando Grillo, e non solo lui, tutti i giorni dice che non contano niente, che è meglio che non ci siano, che tanto conta solo la rete: i media italiani snobbati come portatori degli interessi dei palazzi del potere, o insultati come se si fosse nel peggiore bar dello sport del peggiore quartiere della città.

E’ giusto che ora la Raggi si risenta perché il discorso che le hanno scritto non è andato in diretta. Anche il nulla ha diritto al primo piano in una democrazia.

Eleonora Gitto

Giornalista pubblicista, collabora al portale fornendo agli utenti e lettori, una panoramica delle notizie legate al mondo della politica italiana ed internazionale. Cura anche la sezione dedicata all'attualità, notizie quotidianamente aggiornate sui principali avvenimenti mondiali e nazionali.

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